
(panefine di Ozieri in salsa, antichissima pietanza di remote origini)
Ingredienti per 8 persone (abbondante): 700 gr di panefine (spianata) Ozierese raffermo ben secco e frantumato - 400 gr di pomodori scottati, pelati e passati - 2 pomodori secco ben lavati oppure un poco di pomodoro concentrato - 100 gr di lardo salato a dadini più un pezzo intero per l'acqua di cottura - 5 foglie di basilico oppure a piacere - 200 gr di formaggio vaccino, Stagionato e grattugiato - 1/2 cipolla tritata finemente - olio d'oliva q.b.. - sale.
Preparare un trito finissimo con il lardo, i pomodori secchi e la cipolla insieme.
In una pentola far sfrigolare il trito precedentemente preparato, con pochissimo olio e far ben rosolare, quindi aggiungere il pomodoro e il basilico spezzettato.
Far cuocere la salsa a fuoco tenue per circa 30-40 minuti, eventualmente salare e, a piacere, aggiungervi del peperoncino, dopo cottura tenere la pentola chiusa in caldo.
A parte in una pentola con abbondante acqua bollente giustamente salata aggiungervi il pezzo di lardo, che da' sapori e ulteriori proteine e calorie alla pietanza, inciso nella polpa, a giusta ebollizione buttarvi il pane fine che in breve tempo (il tempo di cottura dipende dalla stagionatura e dalla matrice del pane) è pronto, quindi scolare bene e unirlo alla salsa, e solo dopo averlo rimestato per bene condire generosamente con il formaggio man mano che viene assorbito.
Servire in piatti ben caldi.
Tradizionale piatto di Ozieri (prov. di Sassari) di cui affondano le profonde radici culturali della Sardegna, in cui il pan bollito ha innumerevoli presenze nelle ricette dell'isola e che, ancora oggi è considerato uno degli alimenti preferiti e alternativi dagli abitanti della cittadina, nonché di altre zone limitrofe, un tempo era usato come pasto unico e principale della giornata, naturalmente con porzioni piùw; attente e generose.
Era tradizione usare per questa pietanza, il pane (la spianata) che era contenuto nelle cassepanche in cui si conservava e, essiccandosi si frammentava, e per evitare di buttarlo via (era allora un sacrilegio) veniva utilizzato e consumato in questo stupendo modo! La Spianata di Ozieri chiamato in loco Su Panefine per via della sua sottigliezza, ha lunghe e remote tradizioni, la maggior parte delle casalinghe facevano da loro il pane della settimana, in antichi forni a legna, di cui si conservava gelosamente su Frammentalzu per l'impasto successivo, cioè la matrice (lievito madre acido) che fungeva da elemento lievitante per la lavorazione dell'impasto del panefine, che donava a questo tipo di pane delle caratteristiche uniche, e molto più resistente nel tempo nonché più tenace in cottura. Oggi purtroppo l'uso di questo sistema è raramente usato.
Questa pietanza era consumata, prima dell'avvento del pomodoro, appena scolata, condita con burro fuso o chiarificato (ozzucasu) e abbondante formaggio vaccino stagionato.
Si consiglia di assaporare questo piatto, il pane si può trovare in negozi specializzati in specialità regionali, cosi come vuole la tradizione, le uniche varianti possono essere le quantità di basilico, di grasso o il tipo di formaggio che può essere il pecorino, che secondo me in questo caso, è troppo generoso di sapore.
Vino consigliato: Rosso di Monte Inni, vino locale leggermente raspato, di 12 vol. - temperatura consigliata: 16-18°C. oppure un rosso ben strutturato con le stesse caratteristiche.