Schiacciare per bene la ricotta (o grattugiare finemente il formaggio) con una forchetta sino a farla diventare liscia, impastare il tutto in una terrina con le uova, la presa di sale, lo zafferano e la scorza dell'arancia, quando è tutto ben amalgamato (se l'impasto con la ricotta risulta troppo molle, dare corposità aggiungendo della semola sino a raggiungimento ideale della massa) fare delle palline simili a delle grosse olive e tuffarle nella semola e ricoprile uniformemente, come se fossero delle polpette e, farle riposare nella semola per almeno mezzora.
Friggere le polpettine in abbondante olio di oliva (non troppo forte) e, appena dorate, toglierle e asciugare l'eccesso di olio su carta-paglia, quindi cospargerle subito e abbondantemente di zucchero.
Sono da gustare tiepide o fredde.
Questa umile e povera ricetta, trova appunto la sua squisitezza nella sua semplicità.
Antico dolce della cultura della tradizione sarda, ancora oggi è largamente utilizzata in tutte quelle famiglie che mantengono ancora, e a cuore, le vecchie tradizioni isolane.
Si possono gustare anche cosparse di zucchero velo, miele leggermente intiepidito oppure con della sapa (mosto concentrato) di vino o di fichidindia, che ne esalterà i sapori.
Vino consigliato: il passito liquoroso Anghelu Ruju di 18 vol. - temp. 18-20° oppure un vino da dessert liquoroso e generosamente alcolico.