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Una veloce visita a Tenerife ovvero la scoperta del Gofio

Una veloce visita a Tenerife ovvero la scoperta del Gofio
Livio Guazzotti- Autore: Livio Guazzotti
- Le sue ricette
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vista di S.Cruz
2 maggio 2007,
ore 8,30

"Informiamo i passeggeri che tra circa 5 minuti atterreremo all'aeroporto di Tenerife nord. Vi preghiamo ti tenere allacciate le cinture di sicurezza fino allo spegnimento dell'apposito segnale."
Mi ero appisolato, apro gli occhi, sulla sinistra dell'aereo si vede la costa dell'isola e si riconoscono già le case e le zone coltivate, più avanti si intravede la pista di atterraggio coperta da tenui banchi di nebbia.
E' la terza volta che atterro a Tenerife nord ma per la prima volta mi fermerò sull'isola per un breve giro turistico.
All'arrivo ci sta aspettando Ana, una simpaticissima Canaria che avevo conosciuto a Torino per motivi di lavoro circa 15 anni orsono e che non vedo più da 6 anni, ma con cui ho mantenuto contatti via Internet e che si è offerta di farci da autista-guida.
vista di S.Cruz
Le Canarie sono un arcipelago costituito da 7 isole principali, ed alcuni isolotti, situate nell'oceano Atlantico di fronte alle coste meridionali del Marocco, ad una latitudine di pochi gradi a nord del tropico del Cancro.
Le isole, andando da est ad ovest, si chiamano: Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria, Tenerife, La Gomera, La Palma ed El Hierro.
L'arcipelago fa parte della cosiddetta regione Macaronesica (o delle isole felici) insieme alle Azzorre, Madera e Capo Verde.
Tutte queste isole (di origine vulcanica) sono caratterizzate da clima mite, con escursioni termiche abbastanza contenute durante tutto l'anno (le temperature a livello del mare variano in media tra 18 e 24-25 gradi con punte sporadiche a 28-29 gradi in estate).
Dal punto di vista amministrativo le Canarie sono una comunità autonoma, integrata nel Regno di Spagna (e fanno quindi parte dell'Unione Europea), dotata di parlamento e governo propri, con competenze nei principali settori e potestà legislativa indipendente, purchè non in conflitto con le norme dello stato spagnolo.
Le isole presentano caratteristiche assai diverse tra loro, aride e con coste basse e sabbiose quelle più vicine all'Africa (Lanzarote e Fuerteventura), più umide, con alti rilievi al centro-nord e zone desertiche e sabbiose al sud le isole intermedie (Gran Canaria e Tenerife), decisamente montagnose e coperte da lussureggiante vegetazione quelle situate più ad ovest (La Gomera, La Palma ed El Hierro), di origine vulcanica recente e quindi con coste scoscese e rocciose (nel 1971 il vulcano Teneguia, situato al sud di La Palma, ha avuto una spettacolare eruzione che ha aumentato la superficie dell'isola di alcuni ettari).
verso il Teide
"Hola! Hola!"
Siamo appena usciti nella hall dell'aeroporto che Ana sorridente ci chiama
"Isa, Livio, come state? Avete fatto buon volo? Finalmente siete venuti a trovarmi!" (nonostante gli anni trascorsi ed alcune traversie il sorriso e lo sguardo luminoso non sono affatto cambiati).
il parco naturale del Teide
Abbiamo poco tempo a disposizione per cui saliamo sull'auto di Ana e, evitato il caotico traffico di Santa Cruz, ci dirigiamo subito verso la strada panoramica che va verso il parco naturale del Teide. Durante il tragitto sostiamo ad ogni "mirador" (sono piazzole di sosta situate in punti particolarmente panoramici) per osservare il progressivo cambiamento dell'ambiente al variare dell'altitudine: alla partenza abbiamo costeggiato filari di palme e piantagioni di banani poi ci siamo immersi in boschi simili a quelli nostrani per poi trovarci sopra le nubi in un paesaggio alpino, in mezzo ad un bosco di pini canari. Superati i 2000 metri di quota la vegetazione arborea viene sostituita progressivamente da arbusti e ginestre.


alla base del vulcano
Arrivati alla base del cono vulcanico (circa 2600 metri) il panorama è di una bellezza selvaggia con ampie zone rocciose multicolori accanto a distese di pomice o colate di ossidiana, i contrasti cromatici del terreno sono accentuati dal colore azzurro cobalto del cielo.
Alla fine della strada panoramica si trova la funivia che arriva a 200 metri dalla vetta. Purtroppo non avevamo considerato che anche ai tropici a questa altezza fa un freddo cane e noi non siamo vestiti in maniera adeguata per cui dobbiamo desistere dal proseguire, sarà per la prossima volta.
rocce erose

vecchio cratere a 2500 m

le piscine di Puerto de La Cruz
Ore 11,30.
Dalla zona centrale dell'isola Ana suggerisce di scendere verso la costa nord per visitare la cittadina di Puerto de la Cruz, piccola città ancora non troppo turistica, pulita, e con grandi piscine di acqua marina vicino al lungomare. Data la scarsità di tempo non riusciamo a visitare i giardini botanici (creati alla fine del 1700) ed il museo archeologico.

Ore 13.
"Andiamo a prendere Ricardo, il mio ragazzo, e poi cerchiamo un posto per mangiare, vi faccio assaggiare qualcosa di Canario, non roba per turisti",
Le parole di Ana sono musica per le mie papille gustative.
"Abbiamo tentato di mangiare in posti caratteristici -le rispondo- ma ho il sospetto che nonostante l'aspetto fossero poco tipici"
"sapete, i posti in cui si può mangiare dell'ottima cucina canaria non sono dei veri e propri ristoranti e non hanno insegne esterne, poi vi farò vedere"
Dopo aver raggiunto la cittadina di Orotava situata al centro della valle omonima (un gioiellino di architettura canaria che ha conservato le strade selciate e moltissime case antiche con balconi fioriti) ed aver ricuperato Ricardo, proprietario di un grande, e fornito negozio di cartoleria, laureato in biologia marina, ci incamminiamo alla ricerca del posto in cui pranzare.
Ana e Ricardo ci spiegano che i posti più caratteristici sono i locali sulla cui porta sta scritto a pennello ' se vende vino ', sono in effetti delle mescite di vino canario ma i proprietari preparano anche qualche piatto locale per accompagnare le bevute. Ogni locale ha di solito una sola specialità, ma cucinata in maniera eccezionale ed i costi sono molto contenuti.
Se non me l'avessero detto non avrei mai immaginato che dietro a portoni da garage si potesse trovare l'autentica cucina canaria. Purtroppo dopo alcuni tentativi falliti scopriamo che il mercoledì queste locande sono quasi tutte chiuse.
Dopo consultazioni con un benzinaio ed altre persone, le nostre guide ci portano attraverso un dedalo di viuzze scoscese in un ristorante senza alcuna insegna. Scesi alcuni scalini ci troviamo in una sala luminosa, con arredamento spartano ma pulitissimo e ci mettiamo a tavola ( sono circa le 15:00).
il barraquito
Ore 15,20.
Finalmente potremo assaggiare qualcosa di "veramente" Canario, iniziamo con fette di formaggio di capra grigliato da condire con mojo verde e rosso o miele locale, per continuare Ana suggerisce di provare una specialità del locale chiamata 'escaldon de gofio'.
La mia curiosità è al massimo! Il piatto si presenta sotto forma di una purea abbastanza compatta su cui è disposta della carne, da condire a piacere con mojo verde e cipolle crude tritate fini. Mi servo, condisco l'escaldon e finalmente lo assaggio.
Il gusto è deciso e la nota prevalente, nonostante i condimenti, è quella del grano e del mais ed il sentore di tostato conferisce un aroma di pane appena sfornato e di tortilla grigliata; in un secondo momento si avvertono gli altri aromi che si intrecciano in una incredibile armonia gustativa, sarà che a me piacciono moltissimo anche le cose semplici ma ho trovato questo piatto delizioso, specialmente se accompagnato da un vino novello locale.
Il pranzo continua con costine di maiale fritte con patate e fagiolini stufati con cipolla ed aneto.
Dopo un bel gelato il pranzo si conclude con un 'barraquito con licor', altra specialità canaria (la preparazione è complicatissima) che si può trovare solo aTenerife o La Palma.
il mulino del Gofio
Ore 16,45
Dopo pranzo continuiamo il giro della città ed il discorso finisce sul gofio, su cui chiedo informazioni ad Ana
"Il gofio è forse l'alimento tradizionale più antico delle canarie e risale addirittura al popolo Guancho, gli antichi abitanti delle isole, di razza bianca e quasi certamente di origine berbera, che ha resistito anche alla colonizzazione spagnola e si è tramandato immutato fino ad oggi"
macina
"Ma esattamente cos'è il gofio, come si produce, come si usa?" chiedo
"Si tratta di cereali o legumi tostati, da soli o in varie miscele, successivamente macinati in mulini a pietra.
La preliminare tostatura rende digeribile la farina che è quindi utilizzabile direttamente per l'alimentazione, senza bisogno di ulteriore cottura, è sufficiente aggiungere un liquido, caldo o freddo per ottenere un alimento sano ed energetico.
altra macina
La farina di gofio può essere mescolata con latte, miele, mandorle, pinoli, zucchero, in quantità variabile in base alla consistenza che si vuole ottenere, oppure può essere amalgamata a liquidi caldi come brodo di carne o vegetale a cui possono aggiungersi pezzi di carne o di verdure.
particolare della macina
Ad esempio l'escaldon che avete appena mangiato è fatto con il brodo e parte della carne del 'pucero canario', altro nostro piatto tradizionale, fatto con varie verdure, carne e chorizo.
Se volete vi porto a visitare un mulino antico dove si prepara ancora il gofio come una volta "
Percorso un altro dedalo di viottoli, ci fermiamo in una ripida stradina impregnata di un forte profumo di farina tostata
la pietra al lavoro
"Ecco il mulino del gofio" ci dice Ana "vedete, da quella condotta lassù arrivava l'acqua che una volta faceva girare le macine, adesso non usano più l'acqua ma motori elettrici, tutto il resto è rimasto come 100 anni fa".
la vecchia condotta per l'acqua
Entriamo in un piccolo locale in cui due macine stanno lavorando con un forte fruscio, il proprietario acconsente a lasciarmi fotografare le macine in funzione, anzi apre il coperchio di una per farci vedere che sono proprio di pietra! Fotografo tutto in una nuvola di farina, sembra di essere tornati indietro nel tempo, un'esperienza che non mi aspettavo.
la giornata è finita
Ore 18,30
Siamo tornati all'aeroporto, è ora di ritornare a La Palma, il volo parte tra circa 20 minuti.
Salutiamo i nostri amici ripromettendoci di tornare a visitare quest' isola con molta più calma in un prossimo futuro. Per ora rientriamo a La Palma in tempo per goderci il tramonto sull'oceano e la continuazione della vacanza.
Adios!!

Isa & Livio

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