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Etichette frutta e adesivi frutta sono commestibili?

Etichette frutta e adesivi frutta sono commestibili?
Claudio Palma- Autore: Claudio Palma
- Le sue ricette
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Io continuo ad avere molti dubbi sulle etichette frutta, cioè gli adesivi frutta, quei bollini appiccicati sulla frutta. Che succede se mangi un'etichetta appiccicata sulla frutta? Sono commestibili? Le posso mangiare? Ma poi a che cosa servono queste etichette applicate su ogni pezzo di frutta? Che poi se ne vedono anche sugli ortaggi, tipo melanzane o peperoni. Non ti nascondo che a me da noia, ma una noia che non ti dico il fatto di dover cercare queste etichette su ogni pezzo di frutta per poi toglierlo con delicatezza per evitare che qualcuno in casa mangi etichetta e frutta insieme. Anche perché la stragrande maggioranza delle volte, quando togli stò bollino, viene via anche un pezzetto di buccia.
Posso capire le etichette sulle banane, visto che la buccia delle banane non si mangia, ma non capirò mai gli adesivi su frutta tipo mele, pesche, albicocche, prugne e così via.
E poi a me pare un controsenso il fatto che da anni molte nazioni stanno combattendo contro l'uso della plastica ed a favore del riclico della carta mentre ora si sta espandendo l'uso delle etichette frutta. Anche se ora le nuove etichette che stanno facendo pare che siano commestibili. Mah... Vediamo di capirci qualcosa.

Indice

  1. Sono commestibili le etichette frutta?
  2. A che serve mettere etichette su frutta?
  3. Cosa c'è scritto sopra le etichette frutta?
  4. Conclusioni

Sono commestibili le etichette frutta?

Molti produttori di frutta già da tempo mettono etichette adesive commestibili sulla loro frutta. Sono commestibili e compostabili. Non tutti, ma da quello che si legge sul Web i bollini, cioè le etichette frutta saranno via via sostituite con quelle commestibili e compostabili.
Ne ho anche una prova diretta. All'inizio di giugno 2020 (ora che sto scrivendo siamo a settembre) comprai delle pesche e su ognuna c'era l'etichetta adesiva, il famigerato bollino. Di solito io NON COMPRO frutta con etichetta appiccicata, non mi fido, questa moda la trovo alquanto niente affatto salutare, anzi se posso e se è conveniente cerco di acquistare frutta biologica ma senza etichetta. Ma quel giorno avevo fretta, in quel negozio c'erano alcune varietà di pesche ma tutte con l'etichetta, tutte col bollino. Tornato a casa ho preso la lente di ingrandimento, ho letto il nome dell'azienda produttrice che era spagnola, l'ho cercata su Internet ed ho poi inviato una mail all'azienda chiedendo del bollino sulle loro pesche della Spagna. La loro gentile risposta, in spagnolo ed in italiano, non si è fatta attendere. Mi spiegarono che le loro etichette sono, appunto, commestibili e compostabili e in allegato mi inviarono una lunga documentazione con lettere ufficiali del produttore delle etichette con tanto di analisi, certificati di salubrità e conformità etc... in totale 16 pagine.

Va bene. Non metto in dubbio che se per sbaglio mangio un'etichetta insieme alla frutta, non avrò nessun problema di stomaco. Ok. Ma io non mi fido lo stesso. Io continuo a comprare frutta SENZA ETICHETTA.

A che serve mettere etichette su frutta?

Dalla mail dell'azienda spagnola a cui scrissi, leggo e traduco in italiano: L'etichetta è un segno distintivo necessario nel mondo del commercio affinché il consumatore finale, come te, possa identificare il marchio e l'origine di un prodotto di alta qualità nel punto vendita.
In altre parole, mettere l'etichetta su ogni pezzo di frutta è una sorta di campagna pubblicitaria mascherata dalla scusa di garantire il consumatore della qualità, della freschezza e della provenienza del prodotto. E per realizzare questa sorta di campagna pubblicitaria, l'azienda che applica questa etichetta su frutta, spende soldi non solo per fabbricare materialmente questa pecetta (*) ma anche per avere i permessi dalle autorità, per fare analisi, per avere documenti e certificati relativi all'etichetta ed alla sua commestibilità, proprio come la documentazione che ricevetti dall'azienda spagnola di frutta.
(* = termine di origine, mi pare, toscana che sta per cerotto o pezzo di carta che si appiccica o che serve per rattoppare]

Allora, tutto sommato, perché acquistare frutta con l'etichetta appiccicata sopra, spendendo sicuramente di più di altra frutta che non ha etichetta ma che è ugualmente buona e bella né più né meno come quella che ha il bollino attaccato? A mio avviso non serve l'etichetta applicata su ogni pezzo di frutta per dirci che quella frutta è di qualità e proviene dalla Spagna piuttosto che dalla Cina o dall'Italia, è sufficiente un cartello di informazioni posto sopra la cesta della frutta da vendere. L'etichetta attuale non mi dice con quali pesticidi sono state irrorate le piante di pesche e se sono OGM o, in alternativa, non mi dice se non sono stati usati pesticidi e se è stato usato concime organico oppure se quella pianta fa parte di un'agricoltura naturale o biologica, tutte cose che invece vorrei sapere ma che andrebbero scritte su un cartello sopra la cesta di frutta in vendita. Ma anche se quell'etichetta mi potesse dire tutto questo, rimane sempre un pezzetto di plastica o carta, commestibile o no, appiccicata su un qualcosa che io dovrei mangiare, buccia compresa.

Quell'etichetta è, e rimane, solo una sorta di campagna pubblicitaria. Molto meglio acquistare frutta SENZA ETICHETTA, che costa meno ma non è meno buona di quella con l'etichetta.

Cosa c'è scritto sopra le etichette frutta?

Ci sono delle etichette dove c'è semplicemente la marca del produttore senza null'altro, altre etichette dove c'è anche un codice a barre che molto probabilmente identifica il lotto di produzione, altre ancora dove c'è scritto anche il cosidetto codice PLU (Price Look Up) o PLU-4211 o 4211.
Questo codice, di 4 o 5 cifre, è stato inventato per per rendere il check-out e il controllo dell'inventario più facili, veloci e accurati e per garantire che il prezzo esatto sia pagato dai consumatori, come dice questa pagina del International Federation for Produce Standards.
Insomma serve a poco, visto che non mi dice se il prodotto è biologico o no, se è OGM o no. Infatti se vado sul database dei codici PLU e cerco 4030, codicillo che ho trovato sull'etichetta appiccicata su uno dei kiwi che ho acquistato, scrivendolo nello spazio dopo la frase Plu-code (range) search: e cliccando su Search, scorrendo in basso la pagina del risultato, cliccando sulla riga sotto la dicitura Results mi appare il dettaglio del codice 4030 nel quale c'è scritto poco o niente.
Questo codice, come immagino molti altri codici PLU, non serve per dire la provenienza della frutta, non serve per dire se è stata coltivata con pesticidi o in modo biologico o se è OGM, ma identifica la frutta (o in alcuni casi ortaggi) per rendere il check-out e il controllo delle scorte più facile, veloce e accurato, cioè serve a poco.

Conclusioni.

Continuo a storcere il naso quando vedo della frutta con l'etichetta appiccicata sopra, è una cosa che non mi pare normale né naturale. Non so perché mi viene subito in mente il francobollo da leccare e da appiccicare sulla lettera.
L'apparente scopo di questo bollino, con o senza PLU, è quello di garantire il consumatore della qualità e della freschezza e provenienza della frutta, ma in realtà lo scopo è unicamente pubblicitario.
L'azienda produttrice della frutta spende quattrini al solo scopo di cercare di far ricordare il suo marchio, la sua marca al consumatore che ha acquistato la sua frutta. Perché le aziende produttrici di frutta sanno che se vai al mercato e acquisti due chili della loro frutta con la loro etichetta applicata sopra ogni pezzo di frutta, leggerai la loro marca e poi è la prossima volta ricorderai di acquistare la stessa marca di frutta. Mentre invece senza etichetta, senza bollino, senza pecetta appiccicata sopra, è difficile che tornerai ad acquistare la loro frutta.

Ma il problema per me è che, nonostante tutte le certificazioni ed analisi della commestibilità dell'etichetta, io non mi fido della frutta con etichetta, non voglio mangiare etichette ma solo frutta, anche considerando il fatto che la frutta senza etichetta costa di meno.
Gradirei invece che l'agricoltura che ora è industriale e intensiva e che propende per il profitto e che usa pesticidi e OGM, torni ad essere l'agricoltura di una volta e cioè biologica, sostenibile e basata sulla biodiversità.

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