Torna alla Homepage di Mister Carota
Ricette di cucina per chi ama cucinare
 
Percorso => Home => Visto in tivvù

ANNA MORONI: UNA GRANDE CUOCA

In passato abbiamo parlato in tono scherzoso della Prova del Cuoco, trasmissione di Antonella Clerici, sabato su RaiUno a mezzoggiorno. Abbiamo scherzato sul carattere burbero di Beppe Bigazzi e sulla sua massima esperienza in cucina, sulla bellezza e frizzantezza di Antonella, sulla bravura e competenza gastronomica di Anna.
Ma quello che abbiamo visto sabato 11 novembre 2006 va raccontato. Dobbiamo dire due parole su questa cosa.
Ad un certo punto della trasmissione Anna, insieme ad una telespettatrice, cucina i tortellini, quelli classici con ripieno di carne. E lo fa davanti ad una specie di commissione di esperti. Ora, la Community di Mistercarota, in occasione del Meeting Two di Bologna nella scuola di cucina di Nerio, ha imparato come si fanno i veri tortellini bolognesi, seguendo la lezione di Sergio Stanghellini e poi gustandoli in un brodo fatto a regola d'arte. Ma ripetiamo un attimo quello che abbiamo imparato a Bologna sui veri tortellini: brodo fatto con carne di manzo, cappone, ossa, odori, spezie e acqua; sfoglia fatta con farina '00' e uova; ripieno fatto con parmigiano Reggiano ben stagionato, mortadella vera bolognese, lombo di maiale, uova, noce moscata sale e pepe. Questa è la vera ricetta. Ok.
Beh, magari poi daremo tutte le ricette complete del Meeting Two di Bologna.
Ma torniamo ad Anna Moroni ed alla trasmissione di RaiUno. Davanti ad Anna c'era una specie di commissione per giudicare la ricetta fatta da Anna e dalla telespettatrice, commissione di esperti costituita da Beppe e dai soliti Chef che si alternano durante la settimana per la prova del cuoco. Anna fa notare che ha intenzione di fare la sfoglia aggiungendo un po' di farina di grano duro. A quel punto tutti a dare addosso ad Anna, dicendo che la sfoglia classica è di sola farina '00' e uova; tutti (soprattutto Bigazzi) a fare un gran baccano per questa interessantissima personalizzazione.
Speriamo veramente che abbiano scherzato, e che Bigazzi scherzi ogni giorno con Anna ogniqualvolta lei cucina... ossia che sia tutta una finzione, lo speriamo veramente! Ma quante volte i cosidetti Chef esperti della Prova del Cuoco hanno personalizzato davvero troppo le ricette tradizionali italiane creando delle cose assurde! Quante volte abbiamo visto gli Chef di questa divertente trasmissione contraddirsi mettendo talvolta gli odori tritati sull'olio ancora freddo in padella, talvolta mettendoli nell'olio ben caldo. Quante volte li abbiamo visti pestare il basilico con il coltello, oppure chiamare "lasagna" una roba fatta con fettine di patate lesse, squaquerone e prosciutto cotto! Quante volte li abbiamo visti chiamare "julienne" qualsiasi cosa tagliata con coltello, ma veramente qualsiasi cosa (manca solo che chiamino julienne i tagliolini di pasta all'uovo!). Quante volte, sempre per le loro personalizzazioni, hanno preso una ricetta italiana classica affermando delle cose molto ma molto opinabili, mentre (con mio stupore) in quei casi Beppe Bigazzi faceva finta di non sentire e di non guardare, proprio lui che riprende e corregge chiunque commetta il più piccolo errore.
E per una volta che Anna Moroni, che Mister Carota considera una bravissima cuoca e in ogni caso non meno di qualche cuoco di questa trasmissione, personalizza una ricetta tradizionale, tutto quel baccano?
Oggi (13 novembre 2006) stavamo guardando alcuni minuti della trasmissione e di nuovo Bigazzi stava rompendo i marroni alla povera Anna: ma basta! Erano talmente incalzanti e continue le interruzioni di Bigazzi su quello che Anna stava facendo, che lei poverina ad un certo punto si stava imbrogliando nel continuare la propria ricetta! Ma che razza di trasmissione è questa? Che cos'è? Una trasmissione di cucina o una commedy in stile Sandra e Raimondo o cosa? Bah...
Ripetiamo, se tutto ciò fosse finzione tanto per farci 4 risate, allora ok, come non detto. Ma se fosse vero... allora se potessimo parlare al signor Bigazzi gli diremmo - carissimo Bigazzi, ok, lo sappiamo che tu sei il più bravo, sei un Dio e tutto quello che dici è oro, ma quando Anna sta cucinando, piantala di romperle i timpani, e cerca invece di criticare i cuochi che cucinano durante la sfida finale, perché in quel momento di errori ne fanno e di stupidate ne dicono! Proprio loro che con le loro esagerate personalizzazioni arrivano anche a trasformare una ricetta classica italiana, tanto da sembrare che stia cucinando non un bravo Chef ma un qualunque Vissani.
Ma Bigazzi cucinerà bene? Sarà un bravo cuoco? Sinceramente non lo sappiamo, perché l'abbiamo visto raramente cucinare...
Anna Moroni, secondo Mister Carota e noi della redazione, è un'ottima cuoca, particolare la sua voce, ma lei è davvero simpatica: il Mister ha conosciuto di persona Anna Moroni!
Eh sì, quella sceneggiata, Beppe ed i cuochi della Prova del Cuoco, se la potevano anche evitare. La trasmissione diventa molto piacevole quando si vedono le finte liti e i finti battibecchi tra Anna e Beppe, ma se quel giorno, quando è accaduto quel che vi abbiamo raccontato, si stava facendo sul serio... allora no! Quando dietro i fornelli c'è una vera cuoca come Anna, scherziamo quanto vogliamo, ma per favore: rispetto per i veri cuochi. I veri cuochi, oltre a parlare e parlare, hanno il coraggio di cucinare in diretta, davanti le telecamere, accollandosi tutti i rischi di qualche errore, di qualche dimenticanza, della ricetta che non riesca come si voleva. I veri cuochi danno consigli, cercano di correggere chi sbaglia, ma rispettano la cucina ed il lavoro degli altri, aldilà che questi "altri" siano o no degli Chef. Questi sono i veri cuochi.
Comunque speriamo che quella sceneggiata tra Anna e Beppe e tutte le altre sceneggiate che si svolgono ogni giorno nella trasmissione di Antonella, siano tutte una finta, lo speriamo. Stimiamo molto Anna Moroni, come cuoca e come persona.
Per ultimo la parola al Mister:
"lasciatemi parlare un po' di lei, Antonella Clerici, frizzante, affascinante, bella come una golosa torta alla panna, casareccia e croccante come una pagnotta appena sfornata. In questi ultimi 2 anni, a furia di trasmissioni della Prova del Cuoco, ha imparato davvero a cucinare: complimenti Antonella!
Mister Carota"


LE MANI DI VISSANI

L'ho visto (ahimé) qualche giorno fa' (non ricordo... sabato 10/12/2005 ? O domenica 11/12/2005 ?) ed ho visto soprattutto le sue mani che andavano dappertutto, infischiandosene delle norme igieniche che anche il più sprovveduto degli Chef osserverebbe, sopra pietanze da cuocere o gia' cotte, anche dopo essersi rovistato con le dita la sua barba sfatta (non incolta ma "non fatta", è diverso...).

Io sinceramente chiedo scusa ai miei amici Chef, miei preziosi collaboratori (professionisti!) di questo sito, se sto parlando in questo modo di un loro collega. Ma io certe cose non le posso proprio vedere, ovvìa :-(

E, dulcis in fundo, la scena della Bistecca ...sì: la Fiorentina.
Dopo che la Fiorentina era stata cotta, fuori ben arrostita, dentro al sangue, il nostro Cheffo Vissani cosa fa? Dopo aver, magari giustamente, detto di non infilzarla con il forchettone per non bucarla, cosa fa? La prende con quelle mani, di certo non meno pulite di una vanga appena usata, e la mette sul piatto di alcuni malcapitati bambini che stavano aspettando per mangiarla! E sotto gli occhi allibiti dell'ex-inviato di Emilio Fede, cos'altro fa? Ci versa un goccino d'olio? No! Mezza bottiglia di olio!!! Povera adorata Fiorentina: l'ha rovinata!!!!! Puah! Che schifo! Maremma quanto olio ha messo su': lo Cheffo Vissani!
I gusti son gusti, a me la Fiorentina piace nuda, ossia senza sale ne' olio, bella arrostita fuori e al sangue dentro, ma volendo a un goccino di olio non dico di no... Ma una bistecca affogata, annegata, soffocata nell'olio... no, proprio no!

Propongo una legge che istituisca il reato per il maltrattamento della Bistecca nazionale!

Mister Carota

:: Commento di Enrica all'articolo Le Mani Di Vissani

È, ed esprimo qui un parere strettamente personale, uno dei personaggi più deleteri per la cucina che abbia mai visto in TV.
Le sue qualità saranno pari a quelle di altri ma si ammanta di un'aura che proprio fa rabbrividire...
Comunque, per la consolazione di chi ha commentato (Claudio Palma) e di chi lo ha seguito lamentando una Fiorentina affogata nell'olio, non pił tardi di oggi (9/8/2006) in TV ho visto strizzarci il limone sopra... Ho avuto delle reazioni fisiche (pelle di pollo, brividi e secchezza vaginale) tutte di un picchio!

Enrica


I MASS-MEDIA

"I mass-media arrecano danno alle famiglie, offrendo una visione distorta della vita, della famiglia, della religione." (Karol Wojtyla)

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



Ammalarsi di tivvù


- DOTTORE DOTTORE! STO' MALE! HO LA TELEVISIONITE!!! CHE DEBBO FARE?
- VEDIAMO UN PO': SI SPOGLI!
- MA CHE C'ENTRA DOTTORE, PERCHE'?
- PER VISITARLA LA DEBBO GUARDARE IN DIRETTA, NO? SU' SU, AVANTI!
... ... ... ... ...
- GUARDI, IL RIMEDIO C'E': SI FACCIA UNA NAVIGATA DI DUE MINUTI AL GIORNO SU MISTERCAROTA.COM!!!
- GUARDI DOTTORE CHE LA TIVVU' DICE LA VERITA', EH?
- PENSO CHE LEI SIA PIU' GRAVE DEL PREVISTO: QUATTRO MINUTI AL GIORNO DI MISTERCAROTA.COM


CHI GUARDA TROPPA TIVVU' AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE!


LA TIVVU' E' PEGGIO DELL'IPNOSI: TI RINCOGLIONISCE!!!


VUOI QUALCUNO CHE TI LAVI IL CERVELLO? ALLORA GUARDA LA TIVVU'


NON RESISTI DAL GUARDARE LA TIVVU'? ALLORA GUARDA SOLO I PROGRAMMI CONSIGLIATI IN QUESTA PAGINA


LA TIVVU' RICICLABILE: APRI LO SCATOLO DELLA TIVVU', TOGLI TUTTO CIO' CHE TROVI ALL'INTERNO E POI USA LO SCATOLO COME CARRELLO PORTAVIVANDE


TUA MOGLIE VUOL GUARDARE LA TIVVU'? ACCENDI IL PICCI' E COLLEGATI A MISTERCAROTA.COM: TUA MOGLIE CAMBIERA' SUBITO IDEA


TUO MARITO VUOL GUARDARE LA TIVVU'? VAI NELLA SEZIONE "CENE PER 2", PREPARAGLI UNA CENETTA A LUME DI CANDELA, METTITI UN VESTITINO SEXY (O ANCHE HARD) E INIZIA A GIRONZOLARGLI INTORNO: TUO MARITO CAMBIERA' SUBITO IDEA

LA TIVVU': PIU' LA CONOSCI, PIU' LA EVITI


SE INCONTRI UNO AMMALATO DI TIVVU', NON ALLONTANARLO, NON GHETTIZZARLO, AIUTALO: CUCINA PER LUI UNA RICETTA DI MISTER CAROTA E IMMEDIATAMENTE GUARIRA' (Associazione per gli ammalati di tivvu')


I TUOI FIGLI GUARDANO TROPPA TIVVU': FAI ASSAGGIARE LORO LA CREMA SPALMABILE AL CACAO E NOCCIOLE DI MISTER CAROTA


I TUOI GENITORI GUARDANO TROPPA TIVVU'? FAI ASSAGGIARE LORO LE RICETTE DELLA SEZIONE "A LUME DI CANDELA": SEMPRE MEGLIO DELLA TIVVU'...


:: TIVVU' ::
ATTENZIONE: nuoce gravemente alla salute



LINEA VERDE al mercato - RAIUNO, sabato 25 ottobre 2003 ore 11:00

Facciamo la spesa: una spesa inconsapevole.
Perché questo titolo? Ora vi racconto cio' che il conduttore di questa trasmissione ha detto.
Di solito quando andiamo al supermercato usciamo per comprare 4 cose e torniamo invece con 4 buste piene!
cerchiamo di capire perché ci capita questo.
Vediamo come è disposta la merce in un supermercato. Per prima cosa troviamo la verdura: la natura invoglia la gente e la predispone all'acquisto. Seconda cosa i latticini ed i salumi: come resistere alle ghiottonerie!
Poi troviamo i banconi del pesce fresco, del pane e dei salumi e formaggi al dettaglio che sono sempre posti in fondo, in modo che siano visibili da qualsiasi parte del supermercato.
L'acqua si trova alla fine perché è ingombrante: se tale reparto si trovasse all'inizio, nel carrello non ci sarebbe più spazio per mettere altre cose!
La sensazione è questa: i supermercati sono fatti per farci acquistare più cose possibili e per farci spendere il più possibile.
Infatti i carrelli rispetto ad anni fa sono aumentati di volume ed anche molto!
Unica cosa logica sono i surgelati messi alla fine del percorso in modo che non si scolgelino mentre facciamo spesa.

Anche le varie marche di prodotti non sono messi casualmente negli scaffali: ad esempio una marca famosa e quindi costosa di cacao o di crema spalmabile al cacao o anche una marca famosa e quindi costosa di fette biscottate o di biscotti, saranno messe sempre nel ripiano ad altezza d'uomo cioè ad altezza d'occhio, che è il ripiano più visibile, in modo da invogliare subito chi passa ad acquistare quello e non altri.
Invece le marche meno famose e meno costose e magari più convenienti, sono messe sempre in alto o in basso, ossia nei ripiano meno visibili.
Ovviamente in tal caso il produttore paga per ottenere il ripiano ad altezza d'occhio!

Poi ci sono i "prezzi allodola", ossia i prezzi apparentemente convenienti messi lì, come specchio per le allodole. Tali prezzi sono scritti belli grandi e magari includono frasi tipo "3 per 2" o "una confezione in più in regalo" o cose del genere.
Gli acquirenti accorti dovrebbero invece far caso, ad esempio, al prezzo al kg, al prezzo al pezzo, ed alla qualità reale invece di cadere in simili tranelli: solo in questa maniera possiamo scoprire la reale convenienza di un prodotto.

Se un prodotto è prossimo alla scadenza di solito viene messo in primo piano, in modo piu' visibile rispetto ad altri che hanno una scadenza più lunga: ad esempio le buste di latte più in vista hanno sempre una scadenza a breve termine rispetto alle buste di latte che stanno dietro, ossia più in fondo. Stesso discorso per le confezioni di uova fresche.
In tal caso occorre quindi spostare i prodotti in primo piano e prendere invece quelli in fondo allo scaffale controllando sempre la data scadenza o, nel caso delle uova, la data di confezionamento o di deposizione.

Poi ci sono i prodotti che troviamo in mezzo alle corsie o nei pressi delle casse: sono ad esempio tutti quelli che invogliano i bambini ma anche gli adulti golosi, tipo merendine, caramelle, cioccolatini, prodotti con regali o pupazzetti vari che invitano la gente, mentre attende la fila per pagare, a continuare ad acquistare.
Specialmente poi se il nostro bimbo ci chiede di comprerargli caramelle cioccolatini merendine con regalucci o cose del genere: che dolce! Ma come dirgli di no!

E i discount?
Il risparmio indubbiamente c'è. Ma la qualità è uguale?
La differenza di prezzo è generalmente (non sempre) dovuta al fatto che i prodotti del supermercato hanno una "catena di distribuzione" molto più lunga rispetto al discount.
Con questo non si vuole generalizzare e dire che discount è meglio del supermercato: infatti esistono discount che approfittano di questo "concetto del prezzo più, basso" e propongono prodotti di qualità scadente, così come ci sono supermercati che spendono molto in pubblicità e presentazione del prodotto ma che poi ci offrono qualità scadenti.
Ed inoltre non sempre la qualità dei prodotti del supermercato e del discount si equivalgono: ad esempio sono stati comparati il miele e la candeggina di marche inferiori, di solito venduti nei discount, con i medesimi prodotti di marche famose presenti nei supermercati e si è visto che la qualità è identica; poi è stata confrontata la qualità dell'olio extravergine di oliva e del pomodoro e si è visto che questa non è assolutamente la stessa, anzi...

In tutti i casi ecco alcune delle regole della spesa consapevole:
- fare la lista delle cose che ci occorrono;
- non farsi fuorviare, una volta entrati nel mercato o nel supermercato, da altri prodotti che ci verrebbe voglia acquistare, ma attenersi a quello che dobbiamo acquistare: il tempo che perdiamo ad acquistare cose non previste, impieghiamolo a leggere le etichette ed a confrontare i prodotti;
- confrontare le marche del prodotto che stiamo per acquistare;
- leggere le etichette;
- leggere il prezzo al kg o al pezzo;
- non andare sempre allo stesso mercato o allo stesso supermercato ma ogni tanto cambiare: questo ci permette di tenerci aggiornati sulle variazioni dei prezzi e possiamo confrontare i prodotti in supermercati diversi;
- se si tratta di frutta e verdura, al mercato aperto o al supermercato, acquistiamo solo se ci danno la possibilità di scegliere, altrimenti andiamo altrove.

Le schede punti.
"Incredibile! Con 3000 punti ti regaliamo X, invece con 4000 punti Z e, pensa, con 6000 punti addirittura Y!"
Attenzione! perché anche questi sono mezzi per farci spendere molto di più. Infatti a costo di raggiungere quella quota di punti saremmo disposti ad acquistare un intero scaffale di prodotti.
Senza contare che generalmente un punto equivale a 1 Euro e quindi 3000 punti sono 3000 euro e bisogna arrivarci in un anno! Ma che bella trovata! Ah ah ah!

Ma i negozi? Il salumiere? Il fornaio? Ma davvero non conviene più fare la spesa dal negoziante?
Non sempre: ad esempio il pane occorrerebbe acquistarlo, secondo me, sempre dal fornaio sotto casa: costa di più, ma è davvero buono, talmente buono che si puo' mangiare anche senza companatico.
Per quanto riguarda i negozi di alimentari, sono ancora convenienti quelli molto grandi, che possono offrire una tale varietàdi prodotti che qualche volta riescono quasi a competere con i supermercati.
I piccoli negozi di alimentari oggi purtroppo non riescono piè a concorrere, avendo una esigua varietà di offerte di prodotti ad alti costi fissi di gestione.

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



LINEA VERDE al mercato - RAIUNO, sabato 31 maggio 2003 ore 11:00

Una conferma a quanto detto nella ricetta speciale del gelato riguardo al discorso sui prodotti industriali rispetto a quelli artigianali o a quelli fatti in casa, se per caso ce n'era bisogno, è, venuta dalla trasmissione di Raiuno del sabato mattina.
Qui il conduttore, passando da industrie del gelato a laboratori artigianali sino ad arrivare come al solito a chiedere il parere di nutrizionisti, ha sottolineato la preparazione e soprattutto gli ingredienti dei gelati artigianali e di quelli industriali.
Inutile ripetere alcune cose dette dal momento che le ho, in pratica, anticipate io (modestamente...) nella ricetta speciale sudetta.
Ma in questa pagina vi elenco solamente gli ingredienti sia dei gelati industriali (risparmiandovi la descrizione della preparazione) sia di quelli artigianali (la preparazine è simile a quella descritta da me.
Ingredienti industriali per galati di creme: farina di semi di carrube, pectine, zucchero, poi liofilizzazione e reidratazione, poi aggiunta della crema di base gia' preconfezionata (alle nocciole, al cioccolato...).
Ingredienti industriali per galati di frutta: zucchero, sciroppo di glucosio, poi aggiunta di crema di base preconfezionata (alla fragola, al limone...), poi pastorizzazione.
Tutte le preparazioni industriali di gelati contengono grassi (olii di diverso tipo) additivi e coloranti piu' un procedimento per 'gonfiare' il gelato di aria, per renderlo piu' morbido.
Ingredienti artigianali per gelato alla crema, ad esempio al cioccolato: uova, latte, cacao, zucchero, glucosio, cannella.
Ingredienti artigianali per gelato alla frutta, ad esempio alle fragoline di bosco: fragoline di bosco, meringa (albume sbattuto con zucchero a velo), glucosio (sciroppo), zucchero.

Ancora una cosa... le costosissime granite e (a Roma) le grattachecche che gusteremo sotto il sole di agosto sono fatte con ghiaccio grattato e sciroppo fatto con: sciroppo di acqua e zucchero, aggiunta di acido citrico e dell'aroma prescelto (menta, amarena), poi frullare molto bene in un macchinario speciale e lo sciroppo e' fatto.

Ah! Anche se non c'entra nulla con il gelato... un'altra piccola ricetta detta da un artigiano produttore di tortellini... il ripieno: una parte di mortadella, una parte di prosciutto di Parma, una parte di lombo di maiale stufato con odori vari, una parte e mezza di parmigiano e le uova! Quante uova? Beh, mi spiace, ma non l'ha detto...

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



Alle falde del Kilimangiaro - RAITRE, domenica, marzo 2003 ore 14:30

In una delle sue trasmissioni, la bravissima Licia Colò con i suoi incantevoli occhi chiari ci ha presentato il rituale arabo per gustare il caffè in compagnia, tutti assieme.
Un rituale, appunto, un momento di pace, di amicizia, tutti seduti a cerchio.
Un caffè scelto, di ottima qualità, scelto proprio dal padrone di casa, un caffè che contiene anche altre erbe, come il cardamomo.
Un caffè quasi afrodisiaco, preparato in una caffettiera "a forma di donna", collo lungo e forma dolce e piacevole.
La bellissima Licia fa disporre tutti a cerchio e l'ospite arabo le spiega la preparazione e tutto il rituale per servire e gustare la scura bevanda. Chi si occupa di fare il caffè (non il padrone ma un'altra persona), appena fatto prende la caffettiera con la mano sinistra e ne versa un po' in una tazzina. Offre la tazzina al padrone di casa affinché lo assaggi. Il padrone la beve, e se è di buona qualità e di ottimo gusto, approva e ordina di offrirlo agli invitati.
Chi serve ne versa un'altra tazzina, batte tre volte la tazzina sulla caffettiera per avvertire che sta' per offrirla, e la offre agli invitati a partire da chi si trova alla destra del padrone. Ne versa un'altra e continua come prima continuando il giro degli invitati, sino ad offrire caffè a tutti i presenti.
E' un momento speciale, di scambio, di pace, un momento per rafforzare l'amicizia reciproca, di allontanare se per caso ce ne fossero inimicizie e discordie, un momendo da passare tranquillamente tutti insieme.

A parte la bellezza solare della conduttrice, Alle falde del Kilimangiaro è davvero una bellissima trasmissione, che porta a conoscere tutti gli aspetti poco conosciuti del nostro pianeta, che ci fa scoprire tutti gil errori che noi tutti commettiamo nei riguardi della Natura, e quindi contro noi stessi, una trasmissione davvero come poche, adatta a tutti coloro che si sentono o che vogliono essere cittadini del mondo.

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



Linea verde al mercato - RAIUNO, sabato 1/3/2003 ore 11:00

Esaltatori di sapidità.
Tra le molte cose ascoltate, ho da segnalare la visita che il conduttore della trasmissione ha fatto ad un industria che prepara dadi per brodo.
Da questa visita gli dicono che il dado di carne si basa su l'estratto di carne e sull'estratto di lievito provenienti dal sud America e nel dire questo gli mostra due secchi nei quali appena toglie i coperchio si vede una robaccia nera: in un secchio ci dovrebbe essere l'estratto di carne, nell'altro l'estratto di lievito.
A questo punto il nostro bravo conduttore di questa bellissima trasmissione si rivolge ad un nutrizionista il quale gli dice quanto segue: il dado di carne a torto viene chiamato cosi' dal momento che più del 50% del dado è costituito da cloruro di sodio cioè sale, il 10% da glutammato monosodico che insieme al sale da' il sapore al brodo fatto con dado; per il resto il dado è fatto di un 20% di grassi, di conservanti e antiossidanti vari, ed in una irrilevante percentuale di estratto di carne e verdure varie.
In più viene sottolineato il fatto che noi dovremmo consumare non più di 6 grammi di sale al giorno (per un individuo sano e senza patologie varie); invece l'italiano ne consuma quasi il triplo. Oltre a cio' si consiglia di consumare il sale marino, o quantomeno il meno raffinato possibile anche se l'aspetto del sale poco raffinato non è proprio bianco ma sia il sale poco raffinato sia il sale marino contengono minerali che i sali raffinati non contengono.
Esistono anche varie spezie che si possono considerare esaltatori di sapidita' anche se molto blandi e se ne consiglia l'uso mentre invece, si consiglia di evitare il glutammato monosodico e un consumo meno massiccio di sale.
E quei dadi dove c'è scritto "senza glutammato"? Risposta: senza glutammato aggiunto, dal momento che tra gli ingredienti usati per fare il dado il glutammato c'è gia'.
Prova finale: vengono preparati due brodi, uno con carne ed uno con dado per brodo. Vengono invitate tre signore incontrate al mercato ed a loro viene fatto assaggiare (bendate) sia il brodo di carne sia il brodo di dado. Scontato il risultato: le signore riconosco il brodo vero di carne rispetto all'altro giudicato molto "leggero" e meno "corposo".
Ultimo consiglio. Al posto del sale preparare un finto sale come segue:
pestare finemente spicchi d'aglio, grani di ginepro, rosmarino, timo e salvia; utilizzarlo poi al posto del sale.

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



Gli additivi letti su vari libri in giro per librerie

Senza commenti vi riferisco un riassunto di cio' che ho letto gironzolando per librerie varie e leggiucchiando quì e lì.
Gli additivi sono, da quello che ho capito, roba sperimentata su animali e dovrebbero servire come antiossidanti conservanti e coloranti. Ormai inseriti ovunque, in qualunque cibo acquistiamo e engono identificati con sigle particolari.
E320 (Idrossianisolo butilato) e E321 (idrossitoluene butilato). Negli esperimenti su animali hanno provocato irregolare e ridotta crescita dei piccoli; nell'uomo provocano danni agli organi interni; vengono aggiunti al burro, alla margarina ed altri grassi.
E310 (gallato di propile, E311 (gallato di ottile), E312 (gallato di dodecile). Vengono aggiunti anche questi nei grassi e possono provocare asma.
Alcuni sbiancanti dannosi non ricordo che sigla hanno e non ricordo neanche gli effetti.
I coloranti sono completamente inutili e servono solo a rendere piu' bello il cibo che acquistiamo ma non ricordo gli effetti che provocano; si trovano nelle bibite, nei dolci, in roba inscatolata, nella maionese, nei surrogati del caviale...; ricordo questi: E102 (tartrazina), E110 (giallo), E104 (altro tipo di giallo), E122 (azorubina), E123 (amaranto), E124 (rosso cocciniglia), E128 (rosso), E151 (nero), E131 (blu), E132 (indaco).
Ci sono anche additivi "buoni" e questi sono l'anidride solforosa (E220) e i solfiti (da E221 a E227), anche se ho letto che gli asmatici dovrebbero evitarli.
Evitare i nitriti e i nitrati, presenti nel prosciutto ed affettati gia' confezionati (da E250 a E252); evitare anche i benzoati (da E210 e E217).

Non ricordo i titoli dei libri dai quali ho tratto queste info, ma se proprio volete saperli... beh... ditelo... magari posso fare un salto nelle librerie dove li ho leggiucchiati...

Così ho letto, così riferisco
Mister Carota



Domenica in - Raiuno - domenica 2 febbraio 2003 - ore 17:30

Simpatica scenetta del "grande" Vissani al programma di Mara Venier.
Lo chef si è avventurato in un improbabile proposta alternativa riguardante la classicissima e intoccabile pasta e fagioli nazionale, proponendola con la mortadella al posto del mitico osso di prosciutto e, non contento delle invettive che Mara non gli risparmiava di certo, ha voluto addirittura accompagnare la sua strana pasta e fagioli con l'astice.
Mara non ci ha pensato su' due volte e lo ha "verbalmente malmenato".

Ecco uno stralcio delle varie battute tra lo chef e l'ancor bellissima conduttrice ed attrice:

Vissani: "Ecco, ora... scusa ...ora nella pasta e fagioli... scusa... mettiamo al posto del prosciutto, questa bellissima mortadella..."

Mara:"Cosaaaaa? La mortadella con la pasta e fagioli???"

Vissani:"Beh.... scusa.... si' Mara, io ci metto la mortadella"

Mara:"Mai sentita 'sta cosa: io sapevo che la pasta e fagioli se fa' coll'osso del prosciutto! ...ah Vissa'..."

Vissani:"Poi alla fine la pasta e fagioli l'accompagno con l'astice..."

Mara:"Cosaaaaa? [allibita e impallidita] L'astice con la pasta e fagioli??? [forse qualcuno le fa notare che sta' esagerando] Mah! E' una pasta e fagioli che non conosco non posso dire niente... [ma continua con una serie interminabile di battutine]"

Vissani:"Allora... scusa... prendo l'a... l'a... [Vissani balbetta] ...l'astice e lo preparo cosi'..."

Mara:"[non ce la fa piu'] Ma chi viene a mangiare nel tuo ristorante? La pasta e fagioli è un piatto povero, tradizionale, cosa c'entra l'astice?
Che piatto orrendo!
...ah Vissa'... non te offende, ma non capisco come hai fatto a diventare un cuoco cosi' famoso!
Fantozzi!!! Ma, scusi, dica qualcosa!!!"

Villaggio: "mangio io, mangio io, mi porto tutto a casa..."

Mara:"Tie' Vissa' !!!" [Mara infila una carota nella bocca di Vissani]

Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota



Linea verde al mercato - RAIUNO, sabato 5/10/2002 ore 11:00

Gragnano. Quando in Italia si parla di pasta in genere si pensa a Gragnano: 500 anni fa' nasce proprio qui' la Signora Pasta.
Da Roma in su' si preferisce quella rigata, e al Sud quella liscia. Sia la produzione industriale sia quella artigiana utilizzano all'80% le semole di farina di grano duro nazionali e precisamente quelle del Tavoliere delle Puglie e per il restante 20% semole australiane.
Industrialmente l'essiccazione della pasta si fa a 85/90 gradi Centigradi in modo da accorciare la produzione e risparmiare, ma in tal modo incide un poco negativamente sulla qualita' che pur rimane comunque alta.
Artigianalmente l'essiccazione avviene a 40/50% gradi ed è l'ideale per mantenere un ottima qualità. Una volta la pasta di Gragnano si essiccava al sole.
Una signora in un negozio, intervistata dice che secondo lei la pasta preparata con trafile in bronzo è migliore di quella con trafile in plastica ed il negoziante indica due ricette con pasta di grano duro e pasta all'uovo: paccheri al forno e scialatielli ai frutti di mare.
L'intervistatore spiega poi come fanno le aziende a mettere il tempo di cottura sulla busta: di ogni lotto di pasta ne viene cotta una piccola quantita' e viene cronometrato il tempo che impiega a cuocere e la cottura viene controllata non tanto con l'assaggio ma schiacciandola, mettendola su un vetrino e vedendo se l'anima di amido che rimane non sia troppo grande.
In Italia c'è una legge che stabilisce che la pasta si deve fare con semola di grano duro, ma nella comunita' europea è permesso farla anche con semola di grano tenero. Infatti poi c'è una simpatica scenetta tra una bella e prosperosa nonché carina olandesina che cuoce i suoi spaghetti di grano tenero, appiccicaticci, collosi e con pochissimo amido, e un po' in la' una signora di Gragnano, casareccia e pacioccona, che cuoce gli Spaghetti con la S maiuscola di Gragnano, al dente con tutto l'amido che ci vuole, contenuto nella semola proveniente dalla Puglia, buoni anche senza sugo e... la differenza è davvero troppo evidente.
Per ultimo viene indicato cosa ci dovrebbe essere sull'etichetta della pasta: 87% di pura semola di grano duro ed il resto acqua, alta qualita' delle semole, trafilatura dolce al bronzo, temperatura di essiccazione bassa.
Così ho visto in tivvù, così riferisco
Mister Carota