![]() Ricette di cucina per chi ama cucinare |
|
L'OMBELICO DI VENERE ovvero IL TORTELLINO (di Claudio Palma)
Credo, ma è abbastanza ovvio, che l'enula fosse coltivata nel modenese e nei dintorni di Bologna, e che fosse indispensabile per la buona riuscita del "torteleti". Questa ricetta è per 12 persone e parla di tortellini in brodo, fatti con lonza e le dosi sono il libbre e once. Riportiamo queste strofe in dialetto modenese molto stretto, avvertendo che ormai si possono trovare ovunque si parli di storia dei tortellini, tant'è vero che chi ama i tortelli queste frasi se l'è scritte non solo sull'agenda ma anche sui muri e non ricorda da dove le ha lette: Se tu voy fare torteleti de enula con brodo, toy caponi o tuo' de la carne del bo per XII persone,toy III libre de lonza de porcho e toy tri cassi passi fini e toy tri onze de specie fine e dolze e forte mesedate e ben zalle e toy do derate d' enulla e toy XX ova e toy la lonxa del porcho e mitila a lessare con essa la enola ben monda, e quando è ben cocta bati la lonza la enulla insieme e no metere tuta la enola. Toy lo caxo che tu ay e pestalo con la lonza e mitige le specie e l' ova dentro tanto che baste e fa che non sapia tropo de enola e mena insieme ogni cossa e fay batuto e po fay i tortelli pizenini in fogli de pasta zalla. Questi tortelli volle essere ben zali e potenti de specie." Chiaro no? Comunque, chi legge molti libri non avrà certo difficoltà a ricordare tutte le volte che, sfogliando i vecchi libri di novelle e racconti popolari, ha incontrato qualche passo dove si parla di tortelli o roba del genere. Vediamo un po': nel '300 ci fu Giovanni Boccaccio, che nel suo Decamerone parla di ravioli cotti in brodo di cappone; sempre nel '300, Antonio Pucci descrive delle donne che cuociono e vendono "ravioli ed altro di paraggio"; nel 1500 Bartolomeo Scappi (non ricordo chi mi ha detto che era il cuoco di Pio V) pubblica le sue mille ricette, fra le quali molte di tortellini e ravioli: riporta anche il modo di confezionarli; nel 1600 Giovanni Del Turco, nel suo "Epulario" parla di numerosissime ricette fra cui tortelli di magro fatti con "una libra di fior di farina ogni ovo", oppure i ravioli con ricotta e parmigiano. Non comprendete bene i versi modenesi dei "torteleti de enula"? Ma no, via, amici, si comprende benissimo, e comunque voi sicuramente avrete certamente un amico bolognese o modenese che possa tradurvi questa storica ricetta! Claudio Palma |
|||
|
| |||