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Ricette di cucina per chi ama cucinare
 
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Un viaggio a ritroso nei luoghi poveri e in quelli ricchi
Settima puntata - inserita il 14 / 1 / 2001 - (sommario titoli)
MINESTRONE DI FARRO
Siamo ancora nel paesino ai confini del Lazio. Ormai il peggio di quest'inverno 1932 sta passando, " e gia sta passando, speriamo che stia passando. Ma sai, qui la sera ci facciamo un bel minestrone di farro. Stamattina sono andato al mulino, dal mio compare, per andare a passare il farro. Cosa vuol dire passare? Beh diciamo frantumare! Si perché per fare sto bel minestrone ci vuole proprio il farro frantumato. Ogni tanto, tipo oggi, abbiamo la fortuna di avere un po' di fagioli, ed allora insieme alle altre verdure... sai che non c'è niente di meglio. Insomma questo farro così frantumato lo usiamo per varie preparazioni, non solo per il minestrone. Tu come al solito prepari un trito di aglio, cipolla, sedano, prezzemolo, carota e se hai altri odori, mettili pure. Fai quindi un soffritto in un po' di olio con queste verdurine, poi ci metti un po di conserva di pomodoro allungata con acqua, e se sei fortunato che hai i pomodori freschi, tanto meglio. Dopo che hai fatto cuocere il pomodoro, allora ci metti un po' di patate a cubetti, i fagioli già cotti, un po' di bieta ed altre verdure anche queste già cotte. Quando le patate son cotte, allora vai con il farro, ma ne devi mettere solo una manciatina ciascuno, non troppo, e non dimenticare di aggiustare il sale. Guarda, con qualche fette di pane arrostito ed un po' di pecorino ti assicuro che è proprio una bontà "

MARRON GLACE'
" Eravamo appena tornati dall'altopiano di Langres a nord-ovest di Digione, quando Annemarie propose di fermarci da lei per cucinare subito il cesto di castagne che aveva raccolto il mese prima e che aveva conservato con molta gelosia per fare i marron glacé. Tutti gli altri avevano programmi ben diversi, ma io accettai. Mais ouì che accettai, era un occasione più unica che rara rimanere solo a casa della bella Annemarie. Appena a casa però vidi subito le intenzioni di lei: voleva veramente cucinare i marron glacé. Ma cara, dissi io, per fare le castagne cucinate come vuoi tu ci vuole tutto il week-end. Mon cheri, mi disse, non farmi credere che non vorresti passare un week-end a casa mia? Si, pensai, ma non a cuocere i marroni. Bon, comunque sapete come si preparano i marron? Voilà! Si mettono 50 belle e grosse castagne in una casseruola, si coprono con acqua e si fanno cuocere lesse per 20 minuti. Poi si sbucciano, ma lasciandole, e qui sta il bello, intere. Si rimettono in una teglia vuota, ma in un solo strato e si coprono con uno sciroppo, preparato con 400 gr di zucchero e 1/3 di litro d'acqua fatto bollire a fiamma bassa fino a vedere grosse bolle. Si mette sul fuoco e si fanno bollire per 20 minuti e poi si mettono a freddare fino a sera; la mattina si voltano e si fanno bollire a fiamma molto molto bassa per altri 20 minuti, bon? Insomma si ripete questo giochetto mattina e sera per altri tre o quattro giorni fino a che tutto lo sciroppo sia stato assorbito bene; poi debbono esser messi nelle classiche coppettine di carta ondulata, n'est pas? Dico solo che era mezzanotte di venerdì e noi stavamo preparando le castagne! La mattina di sabato alle sei stavamo preparando le castagne! Siamo andati avanti sino alle sei di domenica a preparare i marroni, ma finalmente, fiiiiuu, pronte! Ed allora mi avvicinai ad Annemarie... lei mangiò dalle mie dita una marron glacé e poi... beh... mi avete capito! Au revoire, mes amis. "