Torna alla Homepage di Mister Carota
Ricette di cucina per chi ama cucinare
 
Percorso => Home => Speciali => Sommario titoli => Cosa si mangiava un secolo fa e dintorni
 
Un viaggio a ritroso nei luoghi poveri e in quelli ricchi
Quinta puntata - inserita il 3 / 1 / 2001 - (sommario titoli)
IL MATRIMONIO (Arista di maiale)
" E già! Il Natale è passato ed anche questo Capodanno 1932; noi siam sempre vissuti quì in questo paesino toscano, ed in queste feste abbiam speso un po' di denaro; ed ora ci riposiamo; beh questo lo credete voi! E sì perché si sposa mia figlia tra due mesi ed io, come capo famiglia, devo trovare il modo di farle portare in dote qualocosa, nonostante che a malapena riusciamo a tirare avanti, e non so proprio cosa inventarmi. Beh un idea ce l'avrei, certo, ma se realizzo quest'idea, poi noialtri dovremo fare un bel po' di sacrifici! E va bene, dai, per i figli si fa questo ed altro: vuol dire che sacrificherò il maiale, una parte lo vendo ed una parte ce lo cuciniamo per il matrimonio. E' una bella fregatura... ehm volevo dire perdita, ma tanto ci son nati due maialini e quindi me lo posso permettere di sacrificarne uno grande, anche se i nostri tre maiali è la nostra unica risorsa. Mi piange il cuore a pensare che mia figlia lascia casa: ma è così che deve andare la vita, pazienza. Cosa ci guadagnerò con il maiale? Beh un po' ci si fa, anche perché del maiale non si butta nulla: l'arista, i cosciotti per il prosciutto, le costolette, le bistecche, la carne per farla in salsicce e quant'altro ancora. Gran parte di 'ste cose le venderemo per comprare la biancheria per mia figlia. Un po' invece ci faremo il pranzo di matrimonio. Ad esempio uno dei piatti forti sai quale sarà? Ovvio, l'arista, e per giunta arrosto. Bisogna saperla tagliare dal maiale e poi legarla con lo spago in modo da formare un pezzo unico: steccarlo per bene con aglio e rosmarino, salare, pepare e arrostire alla brace; infilzato bene allo spiedo ed ogni tanto bagnato con olio; mi raccomando lo spiedo non metterlo troppo vicino alla brace ché altrimenti l'arrosto si brucia: deve cuocere pian piano. Beh ora vo' alla stalla a decidere quale dei tre maiali debbo far fuori. Ci si vede! "

CLERMONT (Insalata in salsa remolata al tartufo)
Ai piedi del monte del Puy de dome, in piena Alvernie, nous sommes arrivé, ici, a Clermont dai nostri amici a festeggiare questo Capodanno 1932. Une residence tres jolie ed il giardino veramente ben curato, giardino che i nostri amici hanno ereditato da avi molto ricchi. Ouì miei signori, nos amis hanno girato l'Europa in lungo ed in largo, e, cosa di non meno importanza, hanno potuto gustare le specialità dei posti che visitavano: pensate che hanno assaggiato il caviale russo, hanno sperimentato la consuetudine del lord inglesi dell'ora del the at five o'clock, i piatti gustosi e piccanti della Spagna e non ultimo, i superbi vini italiani. Ma ora vi voglio raccontare di un piatto che abbiamo gustato dai nostri amici. E non è un piatto di carne ma, bada bene, un'insalata e per giunta molto famosa: Già molto famosa ma non mi chiedete come si chiama ché non ne ho idea. Ho assistito alla preparazione e quindi vi posso dire: intanto han preso un'insalatiera di cristallo non tonda ma quadrata e molto larga; hanno coperto il fondo di gambi di sedano alla julienne conditi con salsa remolata fatta ovviamente con maionese mescolata a senape e ad un pestato di capperi, cetrioli, prezzemolo, cerfoglio ed alici sott'olio; poi han coperto con delle fette di barbabietola condite con olio; poi sopra ci hanno messo una corona di gherigli di noci tagliati a metà e non so come son riusciti a non farli sbriciolare; nel centro di questa corona ci hanno messo delle fettine di, indovinate, tartufo nero francese del Perigord, anche se a loro questa insalata piace di più con il tartufo bianco italiano di Alba, ma essendo la stagione verso la fine, a gennaio di bianchi di Alba se ne trovano ben pochi. Bon, messieurs, che ve ne sembra? C'est une insalata magnifique, n'est pas?