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Ricette di cucina per chi ama cucinare
 
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Un viaggio a ritroso nei luoghi poveri e in quelli ricchi
Quarta puntata - inserita il 27 / 12 / 2000 - (sommario titoli)
CAPODANNO IN PAESE
Anno 1930. Uno dei tanti paesi al confine tra Lazio ed Abruzzo. " Il capodanno in paese?! Ma quale capodanno! Già è tanto se abbiam festeggiato il Natale. E' vero che domani inizia il 1931, ma al massimo ci cucineremo qualcosa diverso dal solito. Per noi è più importante il Natale e l'Epifania, soprattutto per i bambini, poveri figli, 'ché qualcosa possiamo regare loro, possiamo farli divertire un po', anche con la miseria che ci ritroviamo. Dipende poi dalle famiglie: quì in paese alcuni si divertono a capodanno altri, come noi, restiano quì a casa. Per esempio i nostri cugini che abitano alle porte del paese stasera dopo cena vanno a ballare: le ragazze più giovani dalle moniche in parrocchia, si perché lì fanno festa apposta per le giovani ragazze; le ragazze da marito e i giovanotti invece vanno da una vecchietta che li ospita e lì c'è uno con la chitarra, un altro con la fisarmonica e ballano. Comunque, dai moglie mia, che stasera ci prepariamo quel bel piatto che sai fare tu. Nel padellone grande ci va l'olio e qualche spicchio d'aglio tritato, da soffriggere però a fuoco basso fino a che diventa appena appena color rosa. Allora ci va qualche cucchiaio d'acqua, altrimenti brucia; poi ci mettiamo la ricotta fresca e aspettiamo che si scioglie per bene. E' chiaro che nel frattempo la mogliettina stà preparando i sagnozzi, che poi sarebbero tipo quelli che a Roma chiamano tonnarelli; e questi sagnozzi vanno cotte nel pentolone dell'acqua bollente e salata. Appena la pasta è cotta va condita con questa ricotta preparata come ti ho detto e sopra ci mettiamo un bel po' di pecorino di quello che fa mio zio che è pastore. E quando viene mezzanotte? Mah, aspettiamo accanto al camino che ritornino i figli grandi e poi si va a letto. "

CAPODANNO A GRENOBLE
" Scusate ma mon italien c'est ne pas parfait. Premetto che io mangio raramente carne e quello che vi racconto vi sembrerà quindi strano. Io lavoro alla gendarmerie e questa estate ho conosciuto una ragazza di Roma. Abbiamo deciso di passare questo ultimo giorno del 1930 qui a Grenoble insieme ad alcuni amici miei. La settimana scorsa mes amis sono andati a Mont Pelvoux, e son ritornati, oh lalà con un capriolo di uno o al massimo due anni: l'hanno cacciato nei boschi delle Alpi. In più la mia ragazza de Rome ha portato una lepre che suo padre ha cacciato in Italia. Quando arriviamo a casa dei miei amici il capriolo è ormai gia marinato ed i miei amici mi raccontano come l'hanno preparato. Prima lo hanno lasciato frollare per tre giorni. Poi hanno marinato i cosciotti e il filetto per altri tre giorni in Borgogna rosso, olio, aglio, cipolla, chiodi di garofano, ginepro, sale e pepe. Et maintenant che ha finito di marinare tra poco lo cuoceremo. Ora stanno preparando la lepre. Mi fa un po' impressione ma rimango a guardare. Fanno dei tagli sulle 4 zampe poi prendono la pelle e velocemente la tolgono rivoltandola fino al collo della lepre. Poi la tagliano dal ventre fino al petto e tolgono le interiora; tagliano anche la testa e le zampe. Poi iniziano a tagliarla a pezzi, oh mon Dieu non ce la faccio a continuare a vedere, vado fuori a prendere una boccata d'aria dove gia sta la mia ragazza. Loro dicono che dovrà marinare per 2 giorni nella stessa marinata del capriolo. Il capriolo andrà cucinato in olio e burro e quando rosolato per bene andrà bagnato con brodo ed il vino della marinata e fatto cuocere un bel po'. La lepre invece rosolata in olio e pancetta, coperta anch'essa con un po di marinata, e poi appena evaporata la marinata andrà aggiunto del pomodoro e fatto cuocere per 30 minuti. Andrà poi aggiunto del brodo per far cuocere la lepre per due ore. Lesseremo poi una pasta che farà la mia ragazza e che lei chiama 'pappardelle', e le condiremo con il sugo di lepre. Bon, vi devo dire che non sono vegetariano e quindi questi tipi di cene le faccio solo in occasioni speciali, e anche se quei poveri animaletti sono molto gustosi, cerco sempre di evitare, quantomeno la selvaggina che scorrazza libera nei boschi. Mia cara, voilà un buon bicchiere di Borgogna pour toi et pour moi. "