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Ricette di cucina per chi ama cucinare
 
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Un viaggio a ritroso nei luoghi poveri e in quelli ricchi
Seconda puntata - inserita il 16 / 11 / 2000 - (sommario titoli)
LA POLENTA
E' l'anno 1930. Un paese al confine tra Lazio ed Abruzzo. Siamo verso fine novembre. E' sera, e la famiglia, dopo una giornata di lavoro nei campi, o a badare al bestiame, è riunita davanti al camino. Si parla di quello che si è guadagnato oggi:
" eh sì perché qualcuno paga subito, altri invece ti dicono di non preoccuparti che verrai pagato domani. Meno male che stasera c'è la polenta col sugo e altre cose cotte alla brace: ah già! perché ieri sera cosa c'era? non abbiamo mangiato la stessa cosa? e ieri l'altro? Va beh comunque si mangia. E un po' per ciascuno ci si contenta".
E tutti a guardare lei, la moglie-madre, che prepara la polenta. Versa nel pentolone un piatto d'acqua per ognuno di noi (è così che si regola per le porzioni), ci mette il sale e lo mette a bollire nel camino. Versa poi un pugno di farina gialla e inizia a mescolare; solo quando quel poco di farina è cotta, allora versa un pugno di farina per ciascuno di noi e continua a mescolare senza fermarsi. E così fino a che la polenta diventa una crema molto soda e difficile da continuare a mescolarsi. Poi dà un'altra occhiata al sugo fatto con aglio olio sedano e qualche cucchiaio di conserva di pomodoro allungata con acqua. Tutti intorno al tavolo sul quale abbiam messo la spianatoia e li si versa la polenta, si distende bene con una paletta di legno e si condisce col sugo d'umido. Ognuno mangia la porzione che ha davanti a se. Intanto si sente lo sfrigolio delle cose che stanno arrostendo sulla brace: patate tagliate a metà con un po' di sale sopra, castagne (ciascuna incisa appena con un coltellino), fette di pane con fettine di caciotta fresca.

RISOTTO AL TARTUFO
Siamo nel 1930. Francia. Una piccola villa in legno, piccola ma molto bella, nei pressi di Perigueux, nella regione del Perigord. Siamo in novembre ed è domenica. Lui è un avvocato che abita e lavora a Marsiglia ed anche il suo studio è lì. A Perigueux viene il week-end insieme al suo cane. In questa stagione se ne va in giro a cercare tartufi: qui vicino ci sono quelli neri. Lui li va a cercare in un posto che conoscono in pochi, lungo un sentiero che porta al punto in cui il fiume Vezere si tuffa nel Bergerac. Ora si sta preparando un bel risotto. E' gia l'ora di pranzo, e inizia a far friggere la cipolla tritata in un po' di burro. Poi aggiunge qualche pezzo di fagiano che Monsieur Dupont, cacciatore, gli dà in cambio di un piccolo tartufo nero. Quando il fagiano è ben rosolato, ci mette un po' di Barolo, comprato in Italia a Torino, poi lo fa evaporare e ci mette il riso. Ogni tanto aggiunge un po' di buon brodo, e continua così fino a che il riso è cotto al dente. Regola il sale, aggiunge del pepe, ancora un po' di burro e una spolverata di formaggio stagionato e manteca il tutto per bene. A questo punto si apre la porta, ed entra una giovane donna: è la sorella di Dupont.
" Bene cara siedetevi, s'il vous plait, è già pronto. Ora aggiungo un po' di fettine di questo profumatissimo tartufo nero et voilà il risotto al tartufo è fatto. Ti verso un po' di questo stupendo Barolo, l'ho portato alla temperatura giusta, 12/15 gradi, ...attention ma petite, gustalo pian piano... è di un vitigno famoso. Ti fermi da me stasera? "