RISOTTO AL TARTUFO
Siamo nel 1930. Francia. Una piccola villa in legno, piccola ma molto bella, nei pressi di Perigueux, nella regione del Perigord. Siamo in novembre ed è domenica. Lui è un avvocato che abita e lavora a Marsiglia ed anche il suo studio è lì. A Perigueux viene il week-end insieme al suo cane. In questa stagione se ne va in giro a cercare tartufi: qui vicino ci sono quelli neri. Lui li va a cercare in un posto che conoscono in pochi, lungo un sentiero che porta al punto in cui il fiume Vezere si tuffa nel Bergerac. Ora si sta preparando un bel risotto. E' gia l'ora di pranzo, e inizia a far friggere la cipolla tritata in un po' di burro. Poi aggiunge qualche pezzo di fagiano che Monsieur Dupont, cacciatore, gli dà in cambio di un piccolo tartufo nero. Quando il fagiano è ben rosolato, ci mette un po' di Barolo, comprato in Italia a Torino, poi lo fa evaporare e ci mette il riso. Ogni tanto aggiunge un po' di buon brodo, e continua così fino a che il riso è cotto al dente. Regola il sale, aggiunge del pepe, ancora un po' di burro e una spolverata di formaggio stagionato e manteca il tutto per bene. A questo punto si apre la porta, ed entra una giovane donna: è la sorella di Dupont.
" Bene cara siedetevi, s'il vous plait, è già pronto. Ora aggiungo un po' di fettine di questo profumatissimo tartufo nero et voilà il risotto al tartufo è fatto. Ti verso un po' di questo stupendo Barolo, l'ho portato alla temperatura giusta, 12/15 gradi, ...attention ma petite, gustalo pian piano... è di un vitigno famoso. Ti fermi da me stasera? "