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Zuppa di cervella (Marco Romualdi)

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E' una ricetta che ho riscoperto nei giorni di Pasqua, fa parte della tradizione di casa che affonda le sue radici nella cultura abruzzese (Teramo).
Il titolo potrebbe preoccupare qualcuno, ma nessun problema, è un titolo ad "imbroglio". Di animale non c'è proprio nulla.
Sulla bontà della ricetta ci giuro sopra, ma forse non ce n'è bisogno perché le ricette della tradizione "povera" non sbagliano un colpo. E' una ricetta d'effetto: ruota intorno ad un trucco.
Ingredienti per 4 persone: farina 4 tazze, uova 2 tazze, prezzemolo abbondante, parmigiano o grana grattugiato, brodo

Preparazione: In una terrina mettere la farina in modo che al centro vi sia un pozzetto in cui rompere le uova.
Mescolare con una forchetta, aggiungendo abbondante prezzemolo tritato poco per volta affinché si distribuisca bene.
Salare mentre si mescola, non dimenticando il grado di sapidità del brodo che verrà utilizzato nel finale.
Formata la pastella, che con le dosi indicate dovrebbe risultare abbastanza consistente, lasciarla riposare per circa un?ora.
Con un cucchiaio (*) prendere un po? di pastella e friggere in olio di semi caldo ma non bollente, in modo che la pastella cuocia a sufficienza all?interno senza bruciare.
Dovranno essere fatte delle "ballotte" di pastella fritta appena appena dorate all?esterno.
La pastella fritta dovrà essere appoggiata su carta assorbente da cucina, per eliminare il "lucido" dell?olio.
Tagliare a fettine sottili le "ballotte" di pastella, utilizzando un coltello molto affilato: con un po? di immaginazione, sembreranno fettine di cervello (all?interno infatti, la pastella preparata con la forchetta e il prezzemolo lasceranno dei "buchi" d?aria e delle venature che suggeriranno il richiamo alle fettine di cervello degli animali).
Si raccomanda abbondante uso di fantasia!
Mettere le fettine direttamente nelle scodelle, cospargendo di parmigiano, un paio di minuti prima di servire in modo che si gonfino un pochino con il brodo di carne che vi sarà stato versato sopra ben caldo.
Per il brodo, si potrà usare sia del buon brodo fatto per l?occasione (da bollito classico, o anche di pollo, a seconda dei gusti), oppure in via eccezionale e più sbrigativa (tempus fugit, direbbe il vecchio saggio!) del brodo di dado. La minestra si farà apprezzare ugualmente.
Vi invito a provarla, è gustosissima!

(*) Prima di immergerlo nella pastella per la prima volta, il cucchiaio va passato nell?olio bollente.

di Marco Romualdi

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