Due settimane fà (inizio marzo 2007) sono stata a Norcia e, ovviamente, sono tornata a casa con alcuni tartufi neri.
Avvolti in una busta di carta, si conservano bene in frigo per una decina di giorni. Ma ci sono altri modi per conservare più a lungo questo pregiatissimo tubero. Ve ne consiglio qualcuno.
I tartufi sono di diversa pezzatura, io ne ho acquistati di varie dimensioni. I più piccoli, una volta puliti bene dalla terra, li conservo con del riso in una scatola a chiusura ermetica. Per le sue particolari proprietà il riso assorbe il sapore e il profumo del tartufo e, dopo almeno una quindicina di giorni in cui si ha l'accortezza di scuotere di tanto in tanto il contenitore, è pronto per preparare deliziosi risotti. Il tartufo utilizzato per questa preparazione poi lo "riciclo" per aggiungerlo al brodo che preparo per tirare a cottura il riso.
Altro sistema è quello di grattugiare un tartufo e aggiungerlo a del burro ammorbidito (io uso il tipo bavarese, giallino e molto più cremoso di quello bianco). Messo in una ciotola in freezer si conserva a lungo ed è ottimo per condire la pasta o per preparare deliziose tartine.
Ultimo sistema è quello di conservarne uno grosso, sempre pulito, in una bustina in congelatore e utilizzarlo come se fosse fresco grattugiandolo al momento sulle pietanze.
E allora via a uova al tegamino, pasta alla norcina, frittatine e quant'altro la fantasia vi suggerisce...
Alcuni lo conservano anche inserendone uno in una bottiglia di olio extravergine d'oliva. Personalmente non gradisco molto questo metodo perché trovo l'utilizzo dell'olio un po' limitante nelle preparazioni e perché non amo particolarmente l'odore che l'olio assume. Ma, ovviamente, è questione di gusti.
Maya
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